…non fatevi prendere in giro sull’India.

Novembre 28, 2008 - Leave a Response

Karzai china la testa, i Talebani sono alle porte di Kabul, e non fatevi prendere in giro sull’India.
Da varie parti (Guido Olimpio sul Corriere della Sera per tutti) si cerca di collegare gli attentati in India con la vicenda afgana.

Sono due cose che non c’entrano nulla. In Afghanistan si combatte una lotta di liberazione contro la presenza di truppe straniere, in India non c’è nulla di tutto questo. Del resto non c’era nessun afgano nei commandos che colpirono le Torri Gemelle, né un solo afgano è stato mai trovato nelle cellule, vere o presunte, di Al Quaeda scoperte dopo l’11 settembre e nessun afgano è coinvolto negli attentati a Mumbai. Ma il significato del tentativo di collegare Afghanistan e India è chiaro: legittimare, in nome di una generica lotta al terrorismo, un’occupazione cui, adesso che i Talebani sono alle porte di Kabul, si ribella persino Hamid Karzai, il presidente fantoccio degli americani.

Karzai tre giorni fa ha convocato gli ambasciatori dei Paesi Nato presenti in armi in Afghanistan e ha posto due condizioni. 1) Che sia concordato subito un calendario del ritiro delle truppe straniere dal Paese. 2) Che cessino immediatamente le azioni militari, soprattutto aeree (molte delle quali sono effettuate con Dardo e Predator, bombardieri senza equipaggio ma armati di missili, comandati dal Nevada) nelle aree civili.

In caso contrario ha minacciato di intraprendere subito negoziati diretti con il Mullah Omar. Poiché Karzai sa benissimo che questo va contro la volontà di Washington che intende anzi portare altri 20 mila soldati in Afghanistan come ha affermato l’appena beatificato Obama, ciò significa una cosa sola: che la situazione in Afghanistan è talmente compromessa per gli occidentali che ormai Karzai ha più paura dei Talebani che degli americani.

Massimo Fini

La voce del ribelle.

Novembre 14, 2008 - Leave a Response

E’ nata La Voce del Ribelle.

Non nasce casualmente nel casellario storico, ma in un momento delicato e fortemente perverso della nostra epoca. Per chi sta vivendo l’inversione dei valori, in cui il peggio ha molti e potenti mezzi, è un primo afflato di ritorno alla luce. E’ la ribellione delle penne e delle teste.

Ci trovate qui:

Movimento Zero
MZ Il giornale del Ribelle
La Voce del Ribelle

Antonello Molella

Piazza Navona, un copione abusato.

Novembre 2, 2008 - Leave a Response

Io a Piazza Navona con gli studenti non c’ero, anzi sono talmente lontano che neanche volendo ci sarei potuto essere. Poco importa. Oggi è stato proposto nuovamente il copione tanto caro ai registi occulti delle piazze degli anni ‘70. Esattamente tutto come una volta, solo che ora le immagini ve le vedete a colori. Ci sono molti giovani: qualcuno rosso, qualcuno nero ed una bella piazza grande. Quale migliore occasione per utilizzare i loro costumi politici d’epoca come ariete mediatico? Facciamo così – qualcuno lassù avrà pensato – ci mettiamo dentro qualcuno dei nostri, poi tutto andrà come è sempre andato. Vedrai che se le daranno di santa ragione, poi interverrà la polizia per fare qualche arresto e ristabilire l’ordine. Et voilà, stasera sui telegiornali parleranno solo di quei delinquenti che oggi erano lì. Vedi – avranno detto con una certa soddisfazione – ci sono ancora i comunisti ed i fascisti, che fanno sempre comodo in queste situazioni. Anzi, ce ne dovrebbero essere ancora di più di queste manifestazioni, sai che goduria. Poi, mettiamo in conto, che si accuseranno a vicenda per mesi, su chi ha cominciato o meno, così li teniamo belli caldi per le prossime manifestazioni. Li mettiamo tutti nel sacco, avranno pensato. Noi comunque ne usciamo puliti, loro coperti di merda come sempre. E voi ragazzi, non ci avevate pensato? lo so anche io che è difficile combattere democraticamente qualcosa che non lo è. Loro lo sanno, eccome. Sanno come farvi diventare diavoli e demoni e a farvi passare per il più grande dei mali. Non importa più quale decreto si approvi o meno, ormai questi vanno a ruota libera ed attingono a piene mani dai loro maestri. Destra e sinistra sono solo etichette che vi hanno dato, per rendervi ribelli compiacenti del loro volere. Alla fine, cari ragazzi della piazza tradita, tra qualche anno correrete a dargli i voti, perchè tutto rimanga come è. La dicotomia destra-sinistra è realmente qualcosa di imbarazzante, non serve più a nulla. Serve solo per fare di voi dei burattini e per farvi sentire qualcosa, e forse un giorno qualcuno. E’ l’italietta dei politically correct, che nelle cene tra compagni e camerati, non vede l’ora di tendere il braccio o alzare il pungo. Issare le mummie ammuffite del Duce, Marx, Lenin, Hitler e dei vostri super eroi non vi aiuterà. Intanto stasera si parla ancora dei rossi e dei neri. E’ tutto sbagliato, ancora una volta.

Antonello Molella